Mi soffermo un attimo su questi due scatti. Il momento in cui mi sono sentito un tutt'uno con gli sposi. Due fotografie distanti l'una dall'altra solo un secondo. Per riuscire a raccontare un dettaglio simile è  bisogna creare un legame mentale perfetto con gli sposi. Sono riuscito a decifrare il loro linguaggio del corpo ed ho notato questa carezza, fatta con solo il pollice, da parte dello sposo sulla mano della sposa. Questo momento, per loro due, è esistito solo grazie alle due fotografie che gli ho presentato nel mio elaborato finale. Non ricordavano questo gesto così spontaneo e delicato. La bellezza della reazione della sposa leggibile nella sua mano sinistra, quella che prima era poggiata delicatamente sulla sua gamba e poi, alla carezza, esplode in una reazione piena di "perché". Ho scelto in una frazione di secondo di esprimere il mio linguaggio fotografico eliminando le loro teste dall'inquadratura. Era tutto superfluo quello che era ad un millimetro di distanza dal bordo di queste foto. Ecco quello che cerco sempre; ecco a cosa serve la fotografia: a raccontare.
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